05 novembre 2018


Atti del convegno "4 PROPOSTE PER LA LEGGE DI BILANCIO 2019 – I CAF Protagonisti di una nuova fiscalità. EQUITÁ, SEMPLIFICAZIONE E TRASPARENZA"

La Consulta Nazionale dei CAF offre al dibattito politico-economico e più in generale all’opinione pubblica.

Avremo perciò da subito i primi pareri, attraverso la voce degli intervenuti, che molto gentilmente si sono resi disponibili a partecipare a questo appuntamento, in giornate così complesse e cariche d’impegni istituzionali.

Il nostro primo intento, però, è quello di fare il punto, a 25 anni dalla loro costituzione, sul ruolo e l’utilità dei Centri autorizzati di assistenza scale.

I CAF non sono – nemmeno loro – quelli di una volta. In questo tempo passato, sono cambiati, maturati, si sono evoluti tecnologicamente, accompagnando la stessa crescita telematica in particolare dell’Agenzia delle entrate e dell’INPS.

Hanno diversi cato le proprie funzioni, inizialmente concentrate solo nell’adempimento della dichiarazione dei redditi, seguendo il uire di misure economiche, scali e assistenziali che hanno cambiato di molto anche il rapporto tra lo Stato e il Cittadino.

E i CAF, sono stati al anco anche delle persone, dei contribuenti e cittadini italiani che in questo acronimo individuano sempre di più i luoghi della sempli cazione nel rapporto con la Pubblica amministrazione. Si, perché, ai CAF ormai ci si rivolge per spiegazioni, informazioni e interpretazioni nel corso di tutto l’anno e non solo durante la fase della dichiarazione dei redditi.

Recenti indagini qualitative hanno confermato come la competenza, la professionalità e la prossimità, siano gli elementi quali canti di questa rete capillare su tutto il territorio nazionale.

E questa capillarità, è stata il segno degli anni della crisi, non ancora superati, anni in cui spesso, proprio per le necessità di risparmio di spesa della Pubblica amministrazione e degli Enti locali, le persone hanno trovato, sul territorio, una preziosa informazione, chiara e dettagliata, una risposta necessaria oppure un gancio con il quale tentare di risollevarsi, proprio in questi luoghi, nelle nostre strutture, nei piccoli e nei grandi CAF, tanto da confonderci spesso, e non sempre bonariamente, con la funzione pubblica.

Dall’altro versante, invece, c’è chi ha pensato che questo ruolo fosse ormai desueto e che si potesse superare un lungo periodo di sussidiarietà e di relazioni di prossimità, attraverso la tecnologia, la telematica, in un innovativo rapporto Stato-cittadino, basato sull’autosuf cienza di quest’ultimo, attraverso adempimenti sempli cati nelle modalità di relazione ma non nella natura delle regole e delle norme.

I numeri che trovate nel primo allegato al nostro documento parlano chiaro: ai contribuenti, ai cittadini, i CAF piacciono ancora!

Quei numeri dicono inoltre che i CAF dovrebbero piacere ancora anche allo Stato, perché garantiscono un percorso di regolarità e legalità, una percezione ancora positiva dei doveri di cittadinanza, accanto al riconoscimento dei propri diritti e, perché,no? Garantiscono e asseverano anche più della metà del gettito scale IRPEF dei contribuenti di questo nostro Paese.